Una lettera aperta ad Anant Ambani

 Di Malini Shankar

Digital Discourse


Anant Ambani, figlio del miliardario Mukesh Ambani (presidente di Reliance), ha dimostrato di avere priorità esemplari nella propria vita. La sua passione per la conservazione della fauna selvatica ha portato alla creazione di Vantara, uno zoo privato vasto e, a quanto si dice, ben curato, situato nella proprietà di famiglia a Jamnagar, nel Gujarat occidentale. La questione se siano disponibili o meno i permessi CITES o UNCBD è irrilevante, dato che l'influente miliardario gode della benedizione e del patrocinio del Primo Ministro indiano in persona.

Anant Ambani è tornato a far parlare di sé perché sta cercando di salvare dal "plotone d'esecuzione" gli ippopotami dello zoo privato appartenuto al defunto narcotrafficante Pablo Escobar; questi animali rischiano di morire di fame presso la struttura nota come Hacienda Nápoles, in Colombia. "Nel dicembre 1993, il giorno dopo che Pablo Escobar fu ucciso a colpi di arma da fuoco su un tetto a Medellín, i funzionari governativi arrivarono alla Hacienda Nápoles per fare l'inventario di ciò che aveva lasciato. La tenuta si estendeva su 20 chilometri quadrati di pianura antioquiana. Vi erano laghi artificiali, un circuito di Formula 1, dinosauri in cemento, un'arena per la corrida, residenze di lusso e uno zoo che ospitava animali introdotti clandestinamente in Colombia a bordo di aerei usati per il traffico di droga: giraffe, struzzi, antilopi, elefanti e uccelli esotici provenienti da tre continenti".

Secondo le notizie circolate, Vantara sta avviando le operazioni per salvare gli ippopotami e trasferirli nella propria struttura. Si tratta indubbiamente di un gesto nobile e gentile da parte di Anant Ambani, sebbene le normative CITES possano rappresentare un ostacolo. In secondo luogo, specie invasive come gli ippopotami – non autoctoni in Colombia – non lo sono nemmeno in India. Gli zoo gestiti dal governo possiedono le autorizzazioni per "ospitare animali, allevarli in cattività e studiarne la storia naturale, il comportamento e la psicologia". A prima vista, tuttavia, la passione di Ambani sembra orientata più al "possedere" o "acquisire" ciò che manca a Vantara.

Personalmente, sostengo pienamente la risposta benevola di Anant Ambani volta a salvare gli ippopotami dalla soppressione e a offrire loro uno spazio in cui vivere...

Tuttavia, gli zoo – e in particolare quelli non autorizzati – mancano di un ecosistema o di un ruolo ecologico atto a favorire la biodiversità; la normativa CITES costituisce infatti uno strumento di politica pubblica per la conservazione *ex situ*.

Il trasferimento di alcuni ippopotami da un recinto illegale a un'altra struttura privata tramite aereo privato potrebbe consentire di aggirare i controlli di sicurezza aeroportuali; Ciò, tuttavia, non rende comunque legale l'importazione.

Il signor Anant Ambani farebbe bene, però, a informarsi meglio. A livello locale vi sono altre priorità, come la questione degli elefanti asiatici abbandonati su Interview Island, nell'arcipelago delle Andamane. Le autorità coloniali britanniche avevano trasferito questi elefanti nelle Andamane per le attività di disboscamento nelle fitte foreste pluviali sempreverdi dell'arcipelago; qui gli animali venivano addomesticati, incatenati, sfruttati e sottoposti a indicibili maltrattamenti nei depositi di legname. Al momento del passaggio di poteri alla neonata India indipendente, i britannici non si curarono minimamente di assolvere alla responsabilità di riportare indietro gli elefanti dalle Andamane, troppo impegnati com'erano a depredare le felci del nord-est e altri tesori del Subcontinente, gran parte dei quali rimane tuttora non documentata.

Di fatto, il destino, il numero e la collocazione stessa di questi elefanti abbandonati restano avvolti nel mistero. Rimane un mistero anche il modo in cui siano arrivati ​​a occupare l'intero habitat di Interview Island. In ogni caso, secondo l'ultimo censimento (di data incerta, ma comunque riconosciuto dall'amministrazione del Territorio dell'Unione), si stima la presenza di circa 200 esemplari.

Nessuno sa nemmeno se questi sfortunati elefanti asiatici – privi di qualsiasi tutela – siano vittime di bracconaggio. Circa quindici anni fa, un abitante dell'isola fu sorpreso in possesso di avorio e zanne; messo alle strette dalle autorità, tentò di giustificarsi sostenendo che si trattasse di ossa di balena, ma – sfortunatamente per lui – anche le balene rientrano nell'Allegato 1 dell'Indian Wildlife Protection Act del 1972. Secondo la terminologia moderna legata alle normative sulla biodiversità, questi elefanti asiatici sono considerati "non autoctoni" dell'arcipelago.

Sebbene le isole Andamane e Nicobare siano ricoperte da fitte foreste pluviali sempreverdi, gli scienziati sostengono che gli elefanti asiatici non appartengano a questo ecosistema. Sono originari dell'Asia continentale (Subcontinente, Cina, Myanmar, Thailandia e Malesia), aree situate oltre gli oceani che separano le Andamane e le Nicobare dal resto del continente. Il caso degli elefanti pigmei del Borneo, ad esempio, ricorda la trama del film "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi": è come se Brahma il Creatore avesse detto a Vishnu (il Signore che sostiene la vita) di averli rimpiccioliti, poiché gli oceani avevano isolato il patrimonio genetico di questi elefanti insulari. Il destino ha voluto che Lei, signor Anant Ambani, sia l'unico essere umano vivente a possedere il cuore e le risorse per trasferire elefanti attraverso gli oceani! Gli scienziati sostengono che questi animali non abbiano alcun valore ai fini della conservazione nelle isole Andamane e Nicobare (ANI), essendo di fatto confinati entro i limiti di Interview Island, nell'arcipelago stesso.

È quanto mai urgente che Lei, signor Anant Ambani, si adoperi per reperire le risorse necessarie al trasferimento di questi elefanti asiatici abbandonati da Interview Island (nelle isole Andamane e Nicobare), avvalendosi del supporto tecnico del Centre for Ecological Sciences dell'Indian Institute of Science di Bangalore e del Wildlife Institute.

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